Pacchetto Omnibus Ambientale dell’UE

Cosa cambia per l’e‑commerce e la responsabilità estesa del produttore

bandiere europa
Blog

La Commissione Europea ha introdotto il Pacchetto Omnibus Ambientale, un’iniziativa normativa pensata per emplificare la legislazione ambientale in tutta l’UE. L’obiettivo è ridurre gli oneri amministrativi e i requisiti di rendicontazione. Per il settore dell’e‑commerce, la proposta potrebbe rendere più semplice l’accesso al Mercato Unico e ridurre i costi di conformità.

Il pacchetto comprende sei proposte legislative e una comunicazione strategica intitolata “Semplificare per una competitività sostenibile”. Si concentra su aree chiave come l’economia circolare, la gestione dei rifiuti, la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e i requisiti relativi alle informazioni ambientali.

Meno barriere normative per vendere online in Europa

Uno dei principali obiettivi del Pacchetto Omnibus è affrontare le barriere create da norme frammentate tra gli Stati membri dell’UE. In questo contesto, Extended Producer Responsibility è stata identificata come uno dei maggiori punti critici per le aziende di e‑commerce, soprattutto per quelle che operano transfrontaliero.

Una delle misure più rilevanti è la sospensione temporanea dell’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato in altri Paesi dell’UE per determinati flussi di rifiuti.

Questa sospensione si applicherebbe fino al 1° gennaio 2035 per i produttori stabiliti nell’Unione Europea. Gli operatori con sede in Paesi terzi resterebbero soggetti alle norme attuali, a meno che gli Stati membri non decidano diversamente.

Semplificare la rendicontazione ambientale e la gestione dei rifiuti

La Commissione propone inoltre di sviluppare indicatori comuni per misurare le politiche di prevenzione dei rifiuti, allineando gli obiettivi ambientali alla competitività industriale e digitale.

Il Pacchetto Omnibus Ambientale introduce anche cambiamenti strutturali nei requisiti informativi, con l’obiettivo di eliminare le duplicazioni e migliorare la coerenza normativa. Le misure chiave per l’e‑commerce includono:

  • Armonizzare la frequenza dei report EPR, limitandoli a non più di una volta ogni 12 mesi.

  • Rimuovere i sistemi considerati ridondanti, come il database SCIP collegato alle sostanze problematiche presenti nei prodotti.

  • Modifiche alla normativa sulle batterie, ampliando la definizione di “produttore” per includere esplicitamente la vendita a distanza; un punto chiave per i modelli di business digitali.

Le proposte legislative sono già state trasmesse al Parlamento Europeo e al Consiglio dell’Unione Europea, dove sono iniziate le prime discussioni tecniche e politiche. Sebbene il processo legislativo sia ancora in corso, l’iniziativa invia un segnale chiaro: l’Unione Europea punta a semplificare senza deregolamentare. Sostenendo ulteriormente l’attività economica e rafforzando la competitività dell’e‑commerce europeo in un contesto sempre più esigente.